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L’edizione 2013 del TEDx di Bologna è tutta all’insegna dell’innovazione made in Italy, alla faccia di chi sostiene che per fare innovazione bisogna andare all’estero, con un totale di 12 speaker molti dei quali provenienti dalla nostra regione.
La mattinata inizia col video di un TED talk di Ray Kurzweil che illustra l’evoluzione esponenziale della tecnologia, tema centrale della giornata, che viene introdotta da Eric Ezechieli, presidente di Axelera, associazione che supporta l’innovazione in Italia e che riunisce gli ex studenti della Singularity University, fondata dallo stesso Kurzweil e da Peter Diamandis con l’obiettivo di formare giovani leader in grado di applicare la tecnologia esponenziale per affrontare le grandi sfide dell’umanità, Axelera organizza, tra l’altro, concorsi annuali dove mette a disposizione una borsa di studio di 30 mila $ per andare a studiare alla Singularity.
Ezechieli ci mostra come l’evoluzione esponenziale stia già influenzando la nostra realtà, ad esempio solamente negli ultimi anni sono stati installati i ⅔ dei pannelli fotovoltaici presenti in tutto il mondo, e di come è necessario tenere gli occhi aperti per cavalcare le ondate di innovazione e partecipare al cambiamento, altrimenti si rimane indietro, e porta l’esempio di Marchionne che nel 2009 affermava che “L'auto elettrica è affare da masochisti” e qualche anno dopo il Sole24Ore titolava “L’auto elettrica da la scossa a Tesla: ora in borsa vale più del gruppo Fiat”, si parla di Tesla Motor, giovane azienda che produce auto esclusivamente elettriche, con processi produttivi totalmente automatizzati e che fra qualche anno ha intenzione di produrre auto con pilota automatico.
Successivamente la giornata si articola in tre sessioni: la prima sulla “disruptive innovation” (innovazione dirompente), la seconda sulle “collaborative networks” e l’ultima sulle “sfide sociali nell’era delle innovazioni esponenziali”.
Si inizia quindi con un’innovazione veramente dirompente, con Michele Muccini del CNR di Bologna che ci mostra i loro studi sul cervello che hanno permesso lo sviluppo di microchip organici e flessibili in grado di connettersi direttamente ai neuroni con i quali si scambiano impulsi (informazioni), notate anche voi delle somiglianze con Matrix? :-)
Si passa quindi al secondo relatore, Giorgio Metta dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che ci presenta il progetto iCub, un robot umanoide open source, in grado di apprendere dall’ambiente che lo circonda, riconoscere oggetti, imparare movimenti. Un progetto che funziona talmente bene che l’hanno scambiato per tedesco, in un articolo del Financial Times dove si elogiava la Germania come potenza industriale all’avanguardia c’era una foto che ritraeva la Merkel accanto al robottino iCub. Afferma che i task ripetitivi non sono divertenti per nessuno e saranno rimpiazzati dai robot, che saranno la soluzione per il futuro della sicurezza, dell’ambiente e della salute, e presto avremo un robot in ogni casa.
Poi è il turno di Sanzio Bassini che ci introduce il progetto Human Brain, che ha lo scopo di studiare il funzionamento del cervello umano che è “il sistema computazionale più complesso e potente che conosciamo”, per questo uno dei 10 supercomputer più potenti al mondo risiede proprio al CINECA dove portano avanti queste ricerche.
L’ultimo speaker della prima sessione è Giovanni Lanfranchi che ci parla del futuro del software, tema che ci riguarda da vicino, afferma che le sfide nel mondo del software sono Mobility, Big Data, Social e Cloud e che è necessario rinnovare il modo di progettare per affrontarle al meglio, attraverso ad esempio l’Agile Development, con iterazioni del software più frequenti e con feedback costanti dei clienti che consentono di rilasciare versioni stabili in tempi più brevi. Lo sviluppo del software dovrà essere poi trasparente, costruttivo e coinvolgente, è necessario aprirsi e collaborare con la community, sfruttando il mondo dei social, per ricevere consigli, idee, miglioramenti e capire quali sono le esigenze degli utenti.
Si riparte nel pomeriggio con un video di John Legend che canta True Colours al piano.
Apre la seconda sessione sulle “Collaborative Networks” Elena Santi, ideatrice del progetto tutto italiano OpenDesignItalia che ha lo scopo di creare una rete per il design autoprodotto, mettendo in relazione designers e artigiani e mettendo al centro le relazioni interpersonali per sviluppare idee creative con un modello a filiera corta.
E’ la volta di Guido Caldarelli che ci parla di reti complesse e delle analogie tra le reti presenti in natura, nella tecnologia e nella società, dai merluzzi e la catena alimentare marina alla rete internet. In generale le reti complesse sono molto fragili e il modo in cui siamo collegati incide sul nostro futuro.
Ed ecco a seguire, il primo TED talk dallo spazio, con un breve intervento di Luca Parmitano dalla Stazione Spaziale Internazionale che ci parla della rete di collaborazione tra le agenzie spaziali.
Ultimo relatore della seconda sessione è Cristina Favini ideatrice del progetto Weconomy che si propone come punto di riferimento in Italia per chi crede e quotidianamente “fa” una nuova impresa più aperta e partecipativa. “Comprendere il cambiamento non è più sufficiente – ha spiegato Cristina Favini – oggi bisogna ‘esserci dentro’. Se non aiutiamo il ‘Noi’ come persone a farne parte, non aiuteremo il ‘Noi’ come imprese, società, comunità a costruire un senso e un valore condiviso per tutti. Vale ormai in economia come in ogni altro ambito dell’esistenza: più che le specifiche competenze settoriali, a contare oggi è anche e soprattutto la componente relazionale, intesa come la nostra capacità di scambiare, di collaborare con gli altri, di innovare in maniera sinergica e sistemica”.
La filosofia del progetto Weconomy, che non a caso mette a disposizione sul web in licenza libera Creative Commons ogni materiale di cui è composto (tra cui oltre 200 tra articoli e video-interviste a un network di co-autori tra i più disparati), è stata raccontata da Cristina Favini come “Un enzima capace di accelerare il nostro processo di trasformazione, per sviluppare nuove sensibilità e competenze, per completarci, per ri-posizionarci come persone prima ancora che come imprese”. Un talk veramente carico di passione che si può riassumere col motto “Chi divide perde, chi condivide vince”.
Nella terza ed ultima sessione, dopo il coffee break, si parla di “Sfide sociali in un’era di innovazioni esponenziali”, si inizia con un talk che mi interessa parecchio, Francesco Bombardi ci parla dell’esperienza del FabLab di Reggio Emilia. FabLab sta per Fabrication Laboratory, delle piccole officine che offrono servizi personalizzati di fabbricazione digitale e che promuovono la collaborazione e la condivisione, un’idea di un professore del MIT esportata poi in tutto il mondo creando così una rete internazionale di FabLab, e presto ne avremo uno anche a Rimini al quale sto collaborando. Ci parla dei makers, gli attori dei FabLab, coloro che “fanno le cose” e che “non subiscono la tecnologia, ma la plasmano al loro scopo” e se prima quando realizzavano qualcosa dicevano “Questo l’ho fatto io” mettendoli in relazione tra loro potranno dire “Questo l’abbiamo fatto noi”. Il FabLab di Reggio Emilia è un laboratoria di innovazione sociale dove le relazioni che nascono offrono grandi opportunità. Bella la citazione con cui inizia il suo talk “saper fare le cose è certamente una passione italiana”.
Il talk successivo è quello che mi ha colpito di più, Christian Zoli, che si definisce game designer, e ho subito pensato che sviluppasse videogiochi, ma chiarisce subito che realizza “giochi per adulti che si toccano”, e qui risata generale. Unendo la passione per i giochi con i suoi studi in psicologia comportamentale e comunicazione diventa divulgatore di Gamification, cioè l’utilizzo delle dinamiche e delle regole dei giochi applicate alla vita di tutti i giorni, soprattutto al mondo del lavoro. Inizia il talk con delle domande “Quando smettiamo di divertirci? Di giocare?” “Quand'è l'ultima volta che ti sei divertito a lavoro?” rispondendo che smettiamo di divertirci perché da grandi le regole sono sbagliate. La soluzione? Cambiarle! I giochi rappresentano una sfida e per questo sono coinvolgenti, e dovrebbe essere così anche nel lavoro. Elenca quindi le regole che secondo lui dovrebbero essere applicate al lavoro, se vogliamo continuare a divertirci:

  1. Obiettivi chiari.
  2. Feedback continuo.
  3. Sfide bilanciate, non troppo difficili (depressione), non troppo facili (noia).
  4. Interazione sociale.
  5. Sensazione di controllo. Sapere di essere alla guida, di poter fare la differenza.
  6. Predisposizione all'errore, quindi senza demonizzarlo.
  7. Senso di miglioramento, crescere, non annoiarsi, non fare cose ripetitive.

Dopo il video di un TED talk di Peter Diamandis che ci da una visione positiva del futuro, fatta di abbondanza e di possibilità di accesso alle risorse per tutti, prende parola Cristiano Bottone di Transition Italia che un pò controcorrente rispetto agli altri speakers, ci mette in guardia dai pericoli che stiamo correndo sul nostro pianeta, perchè il nostro limite e' nel non comprendere gli effetti esponenziali delle nostre azioni, e mostra un grafico sul riscaldamento globale. Il movimento della Transizione nasce per affrontare questi pericoli, e fare in modo che le comunità siano pronte ai cambiamenti che potrebbero causare, utilizzando “Testa, Cuore e Mani”, affermando che tutti siamo chiamati a partecipare, perchè “la creatività nasce nella diversità”.
A chiudere la giornata ci pensa Giampaolo Colletti che ci parla di wwworkers.it, una community di persone che lavora grazie alla rete, creando però relazioni vere anche al di fuori della rete, e ci racconta le storie dei wwworkers, come l’esempio degli allevatori di pecore sardi che hanno risollevato le sorti dell’azienda mettendosi in rete, e li descrive come coraggiosi, tenaci, connessi, assennati, innamorati del Made in Italy, pronti.

Questo TEDx è stato molto ispirante e veramente pieno di contenuti, che gravitavano tutti intorno alle sfide che ci attendono e che possono essere affrontate solo collaborando, condividendo e facendo rete, per innovare e cavalcare l’onda del cambiamento senza venirne travolti.

Nei prossimi giorni dovrebbero iniziare a caricare i video dei vari interventi, mentre qui trovate tutte le foto http://www.flickr.com/photos/tedxbologna/sets/72157636534044063/

Fonti:
http://www.tedxbologna.com
https://twitter.com/search?q=tedxbologna
http://www.assodigitale.it/2013/10/14/nelledizione-2013-di-tedxbologna-protagonista-intervento-di-logotel-dedicato-al-progetto-della-weconomy/
http://www.wikipedia.org

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